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Nota Critica PDF Stampa E-mail

"Entro nel quadro, era aperto, come una finestra; dentro la finestra, scorreva un vento privo di stagionalità. Un vento il cui nome, nella Rosa dei venti, non è scritto.

 

In questa finestra è sempre notte, una notte brillante, satura come il lapislazzuli, un azzurro che produce luce, non ne introietta. Passato il limite del dipinto, accadono le forme delle sue tridimensionalità, una forza misteriosa estirpa il pieno, conduce nel vuoto delle onde, rafforza un gioco di assenza, e fa comparire qualcosa di invisibile.

Il pittore dipinge con coraggio, oppure con assenza, in questo caso siamo nel coraggio. Alessandro è entrato nel solco dell’anatomico, lo ha annullato, decostruito, annusato, e da quelle particelle, come fosse pervenuto un messaggio cosmico, ecco lui ha generato nuove anatomie. Le anatomie dell’invisibile, del percepito. Si: siamo nel coraggio.

Sala tocca le persone senza dipingerle, una pittura dell’animico, molto contemporanea, apparentemente sbarazzina, apparentemente facile, come se quelle stelle appese nel blu solido fossero decorazioni, mentre sono azioni.

 

L’angoscia viene dissipata, ci sono delle certezze. Provengono da una armonia compatta, come un suono sacro, perfetto. Quel suono svezza ogni punto del dipinto, svezza l’irreale e lo rende reale. La musica non la vediamo, la possiamo solo sentire; e qui ogni momento visivo è strumento, e possiamo sentire l’invisibile, ascoltare il non detto.

 

Non possiamo avere paura, qui si tratta di vita liberata, ci sono le catene per non cadere, e son fatte di vento, catene che non fanno male, che non spezzano, che non dividono, che non passano per le pareti dell’impossibile. Stiamo intuendo il possibile. E lo facciamo inevitabilmente sospesi in volo, un volo scoperto, presente.

 

Nulla accade dietro le quinte, in queste opere lucide, nitidisisme.

Si riceve il dono della possenza, quella possenza del sentire, che soltanto chi osa può incontrare. I titoli, sono talmente dolci, e hanno lo spessore della glassa sulla torta, non sono un di più, non si sovrappongono per coprire, sono titoli di accompagnamento. In onore.

 

Eppoi qui il cielo ha anche un profumo, no, non è il profumo della notte, c’è il profumo dell’aria quando sfiora fratello mare, infatti questo cielo vibra, più che vibrare si muove, sussulta, come se lo stessimo toccando, come se.. vi stessismo nuotando!

Lo sguardo diventa fisico, capace di solcare l’opera, e il viaggio non è della mente, stiamo accorpati fisicamente a questa pittura compatta, ove le trasparenze sono le sfumature del rispetto, dell’intenzione, della fluidità che ci viene concessa, proprio in questo non venire espressa.

 

Eh.. le tracce del surreale, del metaforico, dell’onirico, del chiromantico, del fachirico, del mediatico, dell’astrologico? No.. la magia più palpabile, la più sorprendente: il suono del presente, l’attimo.

 

Adesso, adesso, adesso."